La Console Google per il Gaming in Cloud Spacca Tutto

La Console Google per il Gaming in Cloud Spacca Tutto
Niente più Console, Aggiornamenti Hardware, Attese e Updates. Potrebbe essere la migliore innovazione 2019 nel mondo dei videogiochi. Google promette meraviglie con la sua piattaforma di gaming in cloud: Google Stadia.

Per uguagliare PlayStation Now bastano 15Mbps

La velocità minima consigliata è di 25Mbps e permette di giocare a 1080p con 60fps. Però gli sviluppatori stanno lavorando anche con una modalità che simula la connessione a 15Mbps per una risoluzione che scende a 720p e diventa uguale a quella dello streaming di PlayStation Now. Vuole dire che possiamo tenerci la nostra connessione a 15Mbps e giocare in modo più che soddisfacente. Secondo le statistiche l’Italia ha raggiunto una media pari a 15.1Mbps nel 2018 ed è rimasta tra i paesi Europei con la connettività peggiore. Prima di aprire il portafoglio per l’abbonamento a Google Stadia ci conviene verificare le prestazioni reali della nostra connessione con un sito come speedtest.net ma dobbiamo ricordare che il ping non è un dato significativo dato che cambia in base al server che stiamo contattando. Ci interessa solo la velocità di download.

Scegliamo il Controller e Siamo Pronti a Giocare

Google Stadia funziona su qualunque macchina che possa eseguire Chrome ed è compatibile con qualunque controller ci si possa collegare. Esiste anche un controller Google che presenta caratteristiche uniche. Infatti dentro il controller si trova una vera e propria console collegata alla piattaforma Stadia tramite WiFi. La potenza di questo ibrido controller+console ntra in gioco se stiamo utilizzando il servizio su un dispositivo poco performante come uno smartTV, ChromeCast od una lavatrice a gettone…

Integrazione con YouTube per sconfiggere Twitch

Sempre tramite il controller possiamo sfruttare un comodo tasto per condividere direttamente su YouTube la nostra sessione di gioco. E l’integrazione con la piattaforma video funziona anche al contrario. Possiamo avviare un gioco mentre lo stiamo guardando sul canale del nostro YouTuber preferito. Si tratta di funzioni social pensate per creare una community attiva e dare un duro colpo alla concorrente Twitch.

Google Stadia arriva anche in Italia nel 2019

Il progetto è avviato; le presentazioni sono fatte; l’aspettativa è alle stelle… ma la piattaforma non è ancora disponibile. Il lancio è previsto per il 2019 in America, Europa e Asia. Nulla di specifico per l’Italia ma i materiali promozionali si presentano anche nella nostra lingua e fanno ben sperare dato che siamo ancora un pezzo importante dell’Europa. Intanto possiamo registrarci sul sito ufficiale di Google Stadia per ricevere update sui progressi del progetto.

Un Mercato Innovato, un Mercato Distrutto

E’ il caso di soffermarci un attimo a ricapitolare cosa potrebbe succedere con l’arrivo di Google Stadia. Una piattaforma così completa ha il potenziale per distruggere e ricreare il mercato legato ai videogiochi. Al momento dobbiamo periodicamente rifornirci di CPU e schede grafiche ad alte performance. Per sfruttare al meglio i videogiochi di ultima generazione siamo costretti a rincorrere costantemente l’ultimo modello. Ma con il gaming in cloud Google rimpinza i suoi server di tecnologia AMD all’avanguardia e noi dobbiamo solo preoccuparci della scheda di rete e del controller. Questo sposta una ingente quantità di denaro verso un settore che altrimenti rimarrebbe secondario.
I cambiamenti investono anche chi progetta videogiochi. Adesso le avventure interattive con un numero di ore di gioco predeterminato soffrono la concorrenza ma riescono ancora a cavarsela abbastanza bene. Con l’avvento dei videogiochi come servizio sono richiesti giochi senza una fine prestabilita. Già adesso assistiamo ad un forte incremento nel mercato dei giochi per mobile con storytelling ridotto al minimo e gameplay che stimola il comportamento ripetitivo tipico del gioco d’azzardo.
Sempre sul fronte del gamedesign notiamo subito che il multiplayer competitivo si può adattare bene al cloud ma solo con titoli che soffrano poco in caso di input lag elevato. La questione è più psicologica che tecnologica. Google ha promesso tempi di risposta accettabili e i test lo confermano. Ma per nostra natura cerchiamo un capro espiatorio quando abbiamo scarso successo. Adesso incolpiamo il controller se manchiamo un bersaglio in uno sparatutto arena. Con il cloud gaming finiremmo per incolpare la latenza e lamentarci di uno scarso servizio. Potrebbero tornare in voga gli RPG con combattimenti a turni… Ma siamo pronti per scoprire quanto siamo scarsi?

Pubblicato da DoDo

Sono Dodo lavoro nel mondo dell'informatica ed ho studiato all'Università MFN di Torino.

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