Sventata strage ai campionati Pokemon

Boston, 20 Agosto 2015, il BPD (Dipartimento di Polizia di Boston) ferma Kevin Norton (18 anni) e James Stumbo (27 anni) mentre tantano di introdursi al World Championship di Pokemon presso il Centro conferenze Hynes di Boston. I due ragazzi vengono dall’Iowa ed hanno guidato 20 ore per poter entrare al Centro Pokemon, ma la sicurezza è irremovibile. Kevin e James sono stati segnalati dalla sicurezza privata del Hynes al BRIC (centro investigativo regionale di Boston) perchè hanno iniziato a postare strani messaggi e minacce sui social network. Pare che i due progettino una strage durante la convention dei Pokemon. Il giorno dopo, 21 Agosto, le forze dell’ordine hanno il mandato per perquisire la macchina dei ragazzi e trovano un coltello da caccia, un fucile a pompa calibro 12 e un fucile d’assalto DPMS Modello AR-15.

Secondo quanto riportato nell’annuncio ufficiale del BPD Kavin e James sono stati accusati di detenzione illegale di munizioni ed armi, nonchè di altri capi di accusa collegati. Dai post su Facebook si deduce un’interesse dei due nel cospicuo premio in denaro che spetta ai vincitori del torneo. Ma il denaro potrebbe non essere il principale motivo che li ha spinti a presentarsi in armi alla convention. A quanto pare, per alcuni Pokemon non è solo un gioco di carte.

In passato il franchising dei Pokemon ha subito spesso accuse di eccessiva violenza sia nella versione GCC che in quella videoludica. Secondo il PETA, i combattimenti tra i mostri pucciosi ricordano troppo da vicino i combattimenti illegali tra cani o galli. Nel 1999 la Nintendo ha dovuto affrontare una class action per le accuse di promuovere il gioco d’azzardo. Ora, dopo la scampata tragedia, tornano in voga i vecchi discorsi sulla violenza nei videogiochi.