Droni: spaventano gli orsi, proteggono le tartarughe

Diffusi come passsatempi e giochi hi-tech i droni trovano sempre più applicazioni utili. Mentre tu li usi per sbirciare la tua vicina dal balcone, il Messico ha deciso di schierare un paio di droni per pattugliare le spiaggie delle riserve naturali di La Escobilla e Morro Ayuta nello stato di Oaxaca. Le due guardie tecnologiche sorvoleranno le aree protette per dissuadere i bracconieri dal rubare le preziose uova di testuggine. L’idea è stata promossa da Guillermo Haro Belchez che è il Procuratore Federale per la Protezione dell’Ambiente Messicano.

Se le tartarughe messicane possono sentirsi protette dai droni; gli orsi nordamericani parrebbero detestare gli infernali trabicoli volanti. Infatti i droni sono sempre più utilizzati nello studio degli animali allo stato selvatico, ma secondo Mark Ditmer dell’Università del Minnesota occorre verificare quale sia l’impatto emotivo e comportamentale di questi UFO sugli animali soggetto di studio. Mark Ditmer ha verificato un significativo incremento della frequenza cardiaca negli orsi neri del Minnesota mentre venivano sorvolati da droni scientifici per la raccolta dati. Il rischio infarto dei plantigradi sarebbe facilmente evitato permettendo loro di famigliarizzare con i droni ed adottando una politica di studio meno invasiva; ad esempio effettuando sorvoli a quota più elevata e con modelli più silenziosi. Secondo uno studio simile, anche i pinguini non gradirebbero troppo la vicinanza dei droni.

Alle preoccupazioni di orsi e pinguini si aggiungono anche quelle del celebre astrofisico Hawking che recentemente ha firmato con Wozniak (Apple) e Musk (Tesla) una lettera aperta per manifestare le sue inquietudini sull’uso irresponsabile della tecnologia. Secondo i tre scienziati il rischio di sviluppare accidentalmente Skynet sarebbe sempre più elevato a causa dell’uso irresponsabile ed inconsapevole delle nuove tecnologie.