Smartphone, inquinamento e futili gattini pucciosi

Smartphone, inquinamento e futili gattini pucciosi

Sprechiamo anni a digitalizzare ogni foglietto di carta nel tenativo di salvare il pianete. Poi ci accorgiamo che mantenere un server con sopra le foto dei gattini inquina come una mandria di vecchi diesel Volkswagen.

Solo i data center ingoiano il 2% dell’energia utilizzata negli USA. A livello globale miglioriamo un poco per scendere all’1% della richiesta energetica totale. A questa parte si aggiungono i consumi privati e tutta la catena di server che si attivano anche solo per farci leggere questo articolo. Si, perchè inquiniamo anche mentre impariamo come non inquinare!

La tecnologia inquina in due modi differenti: quando viene prodotta e quando viene utilizzata. Infatti servono materiali rari per forgiare i nostri gingilli hi-tech e tutto risulta difficile da smaltire una volta che lo buttiamo via perchè obsoleto. Nel mezzo ci serve in continuazione elettricità per mantenere in vita e fruibili i dati presenti nel mitologico “cloud”.

Già emergono movimenti come lo SlowTech per un uso responsabile della tecnologia. Mamma Europa ci chiede di usare un po’ di raziocinio quando ci trastulliamo con i gadget tecnologici.

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Limitiamo i dati salvati in giro. Impariamo ad usare i cloud per gestire i nostri documenti e ricondividerli. Evitiamo di mandare gli allegati e scegliamo la condivisione tramite link (fare articolo “come condividere un file con google cloud e MS onedrive”). In questo modo abbiamo un’unica copia del file su un unico server e dimezziamo i consumi per mantenere i dati disponibili. Per lo stesso motivo dobbiamo preferire le chiamate ai messaggini. Infatti questi ultimi vengono memorizzati a tempo indeterminato e continuano a consumare per sempre mentre le chiamate non sono registrate e consumano solo sul momento. Ripuliamo le nostre liste dei desideri sulle piattaforme di ecommerce e buttiamo via quelle imbarazzanti foto personali che non vogliamo più vedere. Meno dati lasciamo salvati in giro e meno energia consumiamo per mantenerli.

Limitiamo l’uso dei dati. Nelle call invitiamo solo chi è necessario e non usiamo le videochiamate. Così risparmiamo la potenza di calcolo, il traffico dati e i cosmetici necessari a trasmettere i nostri butti musi online. Per ascoltare la musica preferiamo piattaforme che mettano in streaming solo l’audio. Quando non serve disattiviamo il full HD dalle piattaforme video. Ad esempio non serve per le notizie del giorno o i video di informazione: basta il buon vecchio 720p. Usare tecnologia non essenziale inquina parecchio.

Nella maggior parte dei casi VPN e poxy non ci servono se viviamo in Europa. Queste tecnologie per l’anonimato riescono anche a duplicare il numero di server attivati e la potenza di calcolo richiesta dalle nostre attività online. Vuole dire che consumiamo di più per qualcosa che è inutile nella maggior parte dei casi. Ci protegge già il protocollo HTTPS.

Gestiamo le batterie. Spremiamo la batteria fino all’ultimo Ampere disponibile prima di attaccare un portatile o lo smartphone alla presa elettrica. Questo riduce il carico di lavoro sulla rete elettrica nazionale e prolunga la vita utile delle nostre batterie. Per facilitarci il compito possiamo usare le prese elettriche dotate del tasto di spegnimento: lasciamo i caribatterie attaccati e spegniamo la presa quando non ci serve.

Del tech non si butta via nulla. La moda di comprare ogni anno il nuovo smartphone è devastante per l’ambiente. Batterie e chip consumano risorse limitate della natura (le famose terre rare) e risultano difficili da smaltire in discarica. In questo senso si muovono le direttive Europee che vogliono un caricabatterie uguale per ogni smartphone e ci permettono di utilizzare un unico dispositivo per caricare tutti i nostri smartphone. E’ una direzione che intravediamo anche nel progetto Fairphone che propone smartphone modulari e processi produttivi sostenibili. Preferiamo computer fissi modulari che possiamo aggiornare comprando un singolo pezzo al posto dei portatili monoblocco. Salviamo il pianeta e ci restano in tasca più spiccioli da spendere in dolcetti zuccherosi e servizi di streaming.

Attiviamo le scorciatoie. Qualsiasi programma utilizziamo ricorriamo alle scorciatoie. Sul nostro computer abbiamo i preferiti. Nel browser abbiamo i segnalibri. Questi strumenti ci permettono di raggiungere ciò che ci serve con meno passaggi e quindi risparmiamo energie nostre e della rete elettrica. Salviamo nei segnalibri la home page di Facebook invece di cercarla ogni volta su Google.

Regoliamo le impostazioni. Schermi che si spengono quando non li usiamo e luminosità adattativa permettono di risparmiare energia e ci proteggono la vista. Allo stesso modo possiamo disattivare NFC, bluetooth, GPS e wifi quando non li usiamo per prolungare la duata della batteria e caricare meno volte lo smartphone.

Nero è bello. Impostiamo i dark theme ovunque sia possibile. Ogni pixel dei nostri schermi è una piccola lampadina. Quando la accendiamo di bianco stiamo consumando al massimo; quando la impostiamo sul nero è spenta. Quindi intuiamo facilmente che i temi scuri riescono a ridurre l’appetito energetico dei nostri dispositivi tra il 20% ed il 50%. Ancora una volta otteniamo risparmio, allunghiamo la vita della batteria e possiamo vantarci di essere eroi dell’ambiente.

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Pubblicato da DoDo

Sono Dodo lavoro nel mondo dell'informatica ed ho studiato all'Università MFN di Torino.

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