Honor e Huawei, fine del supporto per lo sblocco del Bootloader

    Sugli smartphone abbiamo forti limitazioni alle modifiche software che possiamo fare. Ogni produttore stipula accordi con Google ed installa la uan sua versione di Android personalizzata. Nel giro di 5 anni quel software sarà obsoleto e ci toccherà comprare un nuovo smartphone. Questo vincolo non ha alcuna motivazione tecnica quindi molti utenti decidono di forzare il proprio cellulare per avere maggior flessibilità sul software. Il primo passo è sempre lo sblocco del bootloader. Fino al 24 maggio 2018 la Huawei metteva a disposizione un tool apposito per sbloccare i sui prodotti. Presto non sarà più così…

    Il 23 Luglio 2018 Huawei ed Honor chiudono il servizio di sblocco del bootloader per i loro prodotti. Benvenuta obsolescenza programmata

    Chiude il servizio di sblocco

    Il 23 luglio 2018 Huawei chiuderà il tool per lo sblocco del bootloader sui suoi dispositivi e su quelli Honor. Fino ad allora sarà possibile avviare la procedura di sblocco per i prodotti acquistati prima del 24 maggio 2018. Tramite il sito della Huawei possiamo richiedere il codice di sblocco e quindi seguire la procedura sicura per lo sblocco. Dopo il 24 luglio 2018 dovremo per forza attuare delle forzature per personalizzare il set software del nostro dispositivo. L’annuncio arriva quando si tenta di avviare la procedura e la notizia viaggia sui forum da poco tempo.

    Ma perchè?

    Perchè i produttori di smartphone ostacolano la modifica del software? Ufficialmente si tratta di proteggere noi utenti. Secondo i produttori potremmo danneggiare in modo irreparabile il sistema installando versioni non verificate di Android. La scusa non regge. Gli smartphone sono computer e su uno smartphone libero potremmo sempre reinstallare il sistema operativo originale per ripristinare alle condizioni di fabbrica. Quindi quale motivazione rimane? Le componenti hardware sono virtualmente immortali, invece il software invecchia appena il produttore decide di cessare il supporto per gli aggiornamenti. E’ un evidente caso di obsolescenza programmata: fermando il supporto al software si costringono gli utenti a comprare un cellulare nuovo.