Google Home in tilt con Pubblicità del Super Bowl

Google ha usato il suo spazio pubblicitario del Super Bowl per promuovere Google Home, la domotica con riconoscimento vocale. Lo spot trasmesso è una carrellata di famiglie felici che controllano la propria dimora gridando “Ok, Google…”. Lo spot vorrebbe mostrare quanto sia semplice comandare ogni funzione della casa grazie all’assistente vocale Google ma ha innescato un piccolo dramma…

Troppi ordini e niente riposo rendono Google Home molto confuso…

Parecchi ricevitori di Google Home erano in ascolto e seguivano la partita TV accanto ai loro proprietari umani. I comandi “Ok, Google!” trasmessi nello spot hanno sovraccaricato alcuni di questi dispositivi causando anomalie di sistema. Infatti i dispositivi Google Home hanno scambiato lo spot per una sequela interminabile di ordini ed hanno tentato di elaborare tutti i comandi ricevuti dalla televisione. Gli utenti di Twitter si sono scatenati in commenti divertiti ma non mancano le preoccupazioni.

Qualcosa di simile era accaduto anche con Amazon Echo che generava acquisti accidentali tramite il riconoscimento vocale. I danni economici erano di entità limitata ed anche in tale occasione si risolse tutto con una risata.

Scoperta la vulnerabilità, qualcuno potrebbe approfittarne

Supponi di aver messo la tua casa in mano a Google Home. Il piccolo attrezzo tende costantemente l’orecchio per recepire ed eseguire ogni tuo comando. Poi un bel giorno un burlone trasmette alla radio “Ok, Gooogle… manda email di insulti al capo”. Oppure un ladro potrebbe usare un altoparlante per chiedere a Google Home di aprire la porta mentre sei fuori casa. Sicuramente qualcosa di poco piacevole…