Di Videogiochi si Muore? Per OMS il Gaming Disorder è Patologico

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di dare ascolto a tua madre: videogiocare può diventare una patologia. Per il 2019 l’elenco delle malattie verrà aggiornato togliendo il disturbo di transessualità ed aggiungendo il gaming disorder.

    Nel 2019 il WHO aggiornerà l’elenco delle malattie: inserisce il Gaming Disorder ed elimina il Disturbo di Transessualità con ICD versione 11

    WHO ICD-11 include il Gaming Disorder tra i Disturbi di Dipendenza Patologica

    Il WHO (Word Health Organization) aggiorna periodicamente l’elenco ufficiale delle malattie per coordinare l’attività dei dottori a livello mondiale. Con il documento ICD-11 (International Classification of Disease) introduce le modifiche che verranno presentate nel maggio 2019 .Il nuovo elenco di disturbi e patologie ufficialmente riconosciuti sarà in vigore da gennaio 2022 per tutti gli stati membri. In questa versione scompare il Disturbo di Transessualità ed entra il Gaming Disorder. Tedros Adhanom Ghebreyesus (Direttore Generale del WHO) ha ribadito che l’elenco serve per mettere sotto i riflettori ciò che fa ammallare ed uccide la gente. In questo modo si punta a raccogliere dati statistici per migliorare la comprensione di un fenomeno nuovo e potenzialmente in crescita.

    gaming disorder no stop

    Di Videogiochi si Muore

    Sei affetto da Gaming Disorder se presenti tre sintomi:

    • Non hai il controllo sui tempi e le modalità di gioco. Continui a giocare e non riesci a definire tempi e modalità precise di gioco. Ti lasci prendere la mano per inseguire un punto di salvataggio dietro l’altro promettendoti “ancora uno e poi smetto”.
    • Dai priorità al gioco rispetto agli impulsi basilari di sopravvivenza (dormire, mangiare, svuotare la vescica…). Pur di giocare danneggi i tuoi obbiettivi di vita. Magari usi la scusa che “i giochi online non hanno pausa!”.
    • Persisti a giocare anche dopo averne patito le conseguenze negative. Finisci per aumentare in modo incontrollato il tuo impegno in questa attività pur di battere quel maledettissimo rage game.

    Esiste una ricca antologia di giocatori morti pur di finire una partita. Nel 2017 il decesso è avvenuto in streaming. Però si trattava di una maratona di beneficienza e non di un vero caso di Gaming Disorder.

    Serviva davvero Dare Ragione a Tua Madre?

    Il Gaming Disorder affianca il Gioco d’Azzardo Patologico. In effetti i due disturbi si assomigliano in maniera piuttosto significativa e fanno aprte della stessa classe di comportamenti patologici. Ci sono però delle distinzioni da fare. Nel caso dei videogiochi, il pericolo deriva dalla crescente diffusione delle modalità di gioco online e dell’analfabetizzazione digitale. E’ sempre più diffusa la tendenza a sviluppare videogiochi senza fine sui quali il giocatore possa passare ininterrottamente lunghi periodi di tempo. Con queste premesse ci sarebbero tutti i presagi di una potenziale epidemia. Ma non tutti i giochi innescano i meccanismi perversi della dipendenza e la definizione data dall’OMS potrebbe essere l’inizio di un’inversione di tendenza. Ad esempio i titoli che prevedono una conclusione sono esclusi dalla definizione stessa di Gaming Disorder. Anche i progetti di gamification si salvano dato che reindirizzano i comportamenti potenzialmente patologici per promuovere la realizzazione personale. Quindi l’indicazione dell’OMS può essere utile per progettare nuove modalità di gioco anti-dipendenza:

    • Videogiochi che prevedano un progresso ben scandito; tempi di gioco brevi ed una fine.
    • Titoli che apportino un reale contributo alla crescita personale.
    • Giochi che stimolino l’interazione costruttiva e l’acquisizione di abilità.