Calderoli attacca il Senato con il DoS

Calderoli attacca il Senato con il DoS

Hai presente la scena della famigliola in viaggio per le vacanze con il bambino che chiede continuamente se “siamo arrivati” ? Quello è un attacco DoS e quando la mascolinità del padre tracima in improperi e minacce allora il DoS è riuscito. Infatti il DoS (Denial of Service – Negazione di Servizio) è un particolare attacco informatico che consiste nel sovraccaricare di richieste un determinato servizio per superare la sua capacità di risposta o sopportazione fino a farlo collassare.

Il DoS è forse il più semplice degli attacchi informatici ed è per questo che è anche uno dei più popolari. Questa tecnica è molto efficace persino quando viene utilizzato da chi di informatica ne sa poco… Recentemente il senatore Calderoli ha voluto vestire i panni del pargolo insistente e molesto mentre il ruolo del padre molestato è toccato al Senato. Da uomo ignorante di legge potresti pensare che nel processo decisionale del senato prevalgano diplomazia ed arte oratoria; invece Calderoli che è al senato di mestiere ha deciso di utilizzare un’altra via. Per rallentare il processo di approvazione delle riforme, Calderoli ha assoldato un gruppo di informatici che gli sfornassero un programma di article spinning con il quale creare milioni di emendamenti da sottoporre all’aula parlamentare. Infatti il software di Calderoli è in grado di prendere pochi testi e produrne innumerevoli varianti sempicemente spostando la punteggiatura, cambiando la sintassi delle frasi ed utilizzando sinonimi. In pratica sono stati scritti pochi testi di base ed il programma ha provveduto a parafrasarne il contenuto fino a creare più di 82 milioni di varianti. Calderoli ha pronta questa valanga di emendamenti che una volta sottoposti al senato dovranno essere discussi e votati bloccando di fatto l’attività parlamentare… un tipico DoS che rischia di chiamare in causa l’articolo 340 del codice penale per “interruzione di pubblico servizio”. Inoltre si configura la reiterazione dato che lo stesso Calderoli ha già adottato una strategia simile alcuni mesi addietro; in tale occasione si era limitato a 10500 emendamenti causando comunque un danno economico piuttosto elevato.

Contro gli attacchi DoS solitamente si impongono dei limiti al numero di richieste che possono provenire da un determinato utente in un breve lasso di tempo. Ad esempio un server potrebbe decidere di non accettare più di qualche decina di richieste di connessione generate dallo stesso IP. Ed infatti il presidente Grasso era già pronto ad adottare soluzioni estreme; fortunatamente la Lega Nord ha deciso di mantenere una certa rispettabilità e ritirare gli emendamenti generati in automatico.

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Pubblicato da DoDo

Sono Dodo lavoro nel mondo dell'informatica ed ho studiato all'Università MFN di Torino.

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