Quando il Beat ti Esce dal TouchScreen. Google acquista Redux

    Senza troppo scalpore, Alphabet (Google) si è fagocitata una startup Inglese che potrebbe rivoluzionare davvero il suono da dispositivi mobili. Altro che togliere il jack per le cuffie. Cellulari, table e portatili potrebbero abbandonare per sempre i tradizionali speaker. E ci sono novità anche per i non vedenti…

    Redux è specializzata in feedback tattile e può trasformare un touchscreen in altoparlante. Google Alphabet se la compra e apre un mondo di possibilità

    Redux

    Nel 2013 la Redux nasce nella patria dello strufolone sburrato (aka Inghilterra). Questa startup presenta un’idea che potrebbe venire fuori da un trip sinestetico: utilizzare i monitor touchscreen per generare suono. In pratica si vuole sostituire il tradizionale speaker con la vibrazione prodotta dallo schermo. In fin dei conti qualunque superficie vibrante può produrre suono.

    Far fare al monitor il lavoro degli speaker è una bella cosa. Ma non è l’unica aspirazione della Redux. C’è un’altro campo di applicazione per i monitor vibranti: fornire sensazioni tattili tridimensionali. Per capirne l’importanza devi far finta di essere cieco e chiudere gli occhi; dopo prendi il tuo smartphone e prova a chiamare tua madre. Difficile operare sul tuo cellulare senza poter vedere, vero? Se escludiamo il volume e l’accensione, tutta l’interfaccia del telefono si basa sulla tua vista. Al momento le persone con limitate capacità visive devono ripiegare sull’udito utilizzando gli screenreader (TTS): non molto riservati se si è in ambiente pubblico. Ecco che entrano in gioco gli schermi della Redux. Grazie a minime vibrazioni questi schermi possono trasmettere la percezione di una tastiera fisica. Una persona ipovedente o cieca potrebbe scorrere il dito sullo schermo per tastare la struttura di una pagina web. Potrebbe percepire sulla punta delle dita lo spessore di un tasto e la relativa resistenza fisica alla pressione.

    Google

    Alphabet (holding precedentemente nota come Google) ha acquistato Redux. Un bel colpo per la startup Inglese. Un ottimo acquisto per il colosso tecnologico. Non sono noti i termini precisi dell’acquisizione e neppure interessano particolarmente. Invece i campi di applicazione per le tecnologie Redux sono molteplici. Si ipotizza che possano essere utilizzati sugli smartphone Pixel per eliminare le casse audio ed avere più spazio per altri gadget, potenza di calcolo e batteria. La tecnologia delle superfici vibranti potrebbe venir impiegata anche in Google Home o sui portatili ChromeBook. Magari si potrebbe arrivare a prototipi che sfruttino persino la conduzione ossea per sostituire le cuffie.

    Cosa ci guadagni tu?

    Diciamola tutta: il sonoro è stato lasciato indietro mentre ci si concentrava sulla grafica. Questo è grave perchè ostacola le attività produttive di una consistente fetta di popolazione. Inoltre è stato un errore progettare interfacce limitate alla sola vista. Da più fronti si promuove il passaggio dalla GUI (intefaccia Grafica-Visiva) verso la AVUI (interfaccia Audio-Visiva). Questa evoluzione espanderebbe le possibilità di interazione e di utilizzo degli strumenti tecnologici. Giochi più coinvolgenti, produttività migliorata nella modellazione 3D e porno iper-realistici sono solo alcune delle fantastiche cose che ci siamo persi fino ad ora.